Area archeologica di Eloro 2017-07-03T09:37:56+00:00

Area archeologica di Eloro

Alla fine dell’VIII secolo a.C, su una bassa collina in prossimità del mare, poco a nord della foce del Tellaro, viene fondata la città di Eloro da un gruppo di coloni corinzi.
Gli scavi, iniziati dall’archeologo Paolo Orsi nel 1899 e da allora condotti sistematicamente, hanno rivelato una parte abbastanza ampia delle strutture urbane, entro le mura di fortificazione a doppia cortina, del VI secolo a.C., con rifacimenti del IV secolo a.C. Tratti delle mura, rinforzati da torri quadrate, sono visibili soprattutto sul lato nord e nord-ovest, dove si apre la porta nord (o di Siracusa). Questa era collegata alla porta sud da una grande strada, il cui fondo roccioso reca ancora tracce del passaggio dei carri. Al centro dell’abitato, a est della strada principale, si trova un isolato a nord del quale si estende un’area libera di forma trapezoidale, probabilmente l’agorà, su cui si affacciavano gli edifici porticati. La zona meglio conosciuta è quella a sud-ovest, dove sono state esplorate alcune case databili dalla fine dell’VIII secolo alla metà del IV secolo a.C.
Un imponente rinnovamento urbanistico interessò tutta l’area a partire dalla seconda metà del IV secolo a.C. e, proprio in questo periodo, viene costruito un tempietto, forse dedicato ad Asclepio, e un tempio più grande, prostilo tetrastilo, collocato nella parte più meridionale della città, identificato come un santuario di Demetra. Verso l’inizio del II secolo a.C., il santuario viene inglobato in una grande “stoà” (portico) a due navate divise da pilastri quadrangolari, con colonne doriche in facciata: la maggiore costruzione tardo-ellenistica finora conosciuta in Sicilia. Su di essa, successivamente, viene fondata una basilica bizantina. A sud-ovest del tempio, in zona “extra moenia“, vi è il teatro, databile tra IV e III secolo a.C. In prossimità della spiaggia, a nord della città, a 50 m dalle mura di fortificazione è stato rinvenuto un santuario extraurbano di Demetra e Kore, databile al VI-IV secolo a.C. Poco dopo aver superato il fiume Tellaro si incontra a destra una deviazione dalla provinciale che conduce a una masseria ottocentesca, all’interno della quale è stata rinvenuta, nel corso di una campagna di scavi iniziati nel 1971, la villa romana del Tellaro.