Vita – Festa della Madonna Di Tagliavia

Vita è il più piccolo comune per estensione della provincia di Trapani e anche il più alto, dopo Erice. L’origine del paese risale ai primi del XVII secolo, in un periodo in cui in Sicilia, allora sotto il dominio spagnolo, furono incentivate le fondazioni di nuovi centri, soprattutto alla scopo di ripristinare la produzione agraria delle terre poste nell’entroterra dell’isola. Il fondatore fu il nobile Vito Sicomo di Calatafimi, che iniziò ad edificare attorno ad un casale esistente già nel Medioevo. Il barone ottenne dal re Filippo III d’Aragona lo “jus populandi“.
Non è da ritenersi del tutto certo che il nome del Comune derivi dal fondatore. Probabilmente la denominazione di Vita è di origine araba, legata ad un antico centro dell’Algeria, chiamato appunto Vita. Colpita dal sisma del gennaio del 1968, la cittadina ha perso le opere più significative della sua storia: la chiesa madre ed il palazzo baronale fatto edificare nei primi del ‘600 da Vito Sicomo. Dopo il terremoto notevoli sono stati i cambiamenti dal punto di vista sociale, culturale, edilizio. La ricostruzione è avvenuta in un nuovo agglomerato urbano, contiguo al vecchio.
La Festa Della Madonna Di Tagliavia
La cittadina di Vita celebra ogni anno, nel giorno dell’Ascensione, la “Festa della Madonna di Tagliavia”. A parte i motivi prettamente religiosi, già di per sé suggestivi (messa di mezzanotte, benedizione mattutina degli animali, pellegrinaggi, processione), la natura degli altri festeggiamenti dà luogo ad una delle manifestazioni più genuine del folklore siciliano. Il momento magico si ha nel pomeriggio, quando per le vie sfilano il Carro del vino e delle olive, la Cavalcata e la Carrozza del pane. Per alcune ore si è immersi in un’atmosfera atavica, che esalta l’anima di tutto un popolo: sui balconi assiepati e per le strade affollate da migliaia di turisti, vengono lanciate allegramente buste di vino e di olive, confetti e soprattutto i caratteristici “cucciddati”. È la festa dell’Abbondanza, ma anche l’espressione del ringraziamento alla Madonna di Tagliavia per il raccolto agricolo, con incluse chiare finalità propiziatorie.
La Carrozza Maestosa e solenne, ma anche vivace e pittoresca, è l’elemento più tipico del corteo, omaggio del ricco ceto dei massari. Addobbata con mortella e alloro e rivestita di gerani e “cucciddati”, viene trainata da due possenti buoi. Ai quattro lati, una vistosa “M”, artisticamente lavorata con la stessa pasta dei “cucciddati”, ricorda il nome di Maria SS. La scortano due “camperi” che simbolicamente ne proteggono l’incolumità. Al suo interno sono disposti numerosi quintali di “cucciddati”: piccoli pani di forma circolare, intagliati a zig-zag lungo l’orlo superiore, così da ricordare il solco prodotto dall’aratro. Alla preparazione dei “cucciddati” (circa 20.000 pezzi) lavorano per diversi giorni gratuitamente, le donne del paese.